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Casa Produttrice

 

Atari - Bandai

 

Sviluppatore

 

CyberConnect2

 

Distributore

 

Atari Italia

 

Data di Uscita

 

Giugno 2004

 

Lingua

 

Tutto in Italiano

 

Genere

 

RPG - Action

.HACK MUTATION (PART 2)

 

Piattaforma

 

PS2

Fascia di Età

 

Dai 12 anni in su

 

N° Giocatori

 

1 Giocatore

 

Link

 

Sito Ufficiale del Gioco

Bandai

Atari Italia

  

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Recensione

.Hack Mutation va giocato col giusto spirito, ovvero con la coscienza che esso, nel bene e nel male, non sia un gioco del tutto nuovo, ma il proseguimento del cammino già intrapreso col suo predecessore: Infection. Quest'ultimo finiva con la sconfitta di Skeith e con la comparsa (sopra gli attoniti occhi di Kite) di un nuovo temibile nemico chiamato Cubia (in quel di “Chosen Hopeless Nothingness”, luogo dal quale riprenderemo direttamente i nostri passi chiamati da Blackrose).
Proprio quando Aura non sembrava più così lontana dalla nostra umana comprensione ecco che nuovi muri ed ostacoli non troppo invisibili si elevano nel periglioso viaggio, un viaggio percorso sui doppi binari dell'esistenza virtuale e sensibile del giovane Kite (avatar di un adolescente giocatore immaginario da noi impersonato). Conscio delle sue debolezze e dei suoi poteri (graziato e maledetto com'è dal braccialetto contenente l'arcana essenza del libro crepuscolare) egli è tuttavia deciso a proseguire, giacché l'amico Yasuhiko (in arte “Orca of the Azure Sea”) giace ancora in coma in chissà quale letto d'ospedale. Spalleggiato da una folta schiera di giocatori ben presto conoscerà come il destino dei suoi compagni (tanto quelli vecchi quanto quelli nuovi) sia strettamente concatenato al suo ed inizierà finalmente ad illuminare i meandri più reconditi che compongono quel mondo fittizio in cui si ritrova: The World.
Che ruolo ha Helba? Quali disegni concepiscono gli architetti della corporazione CC dietro un apparentemente semplice gioco di ruolo online? Cosa ha a che fare con The World quel temibile virus mortale di cui si legge nelle news (“Pluto's Kiss”)? E Balmung? Si dimostrerà infine benevolo o nutrirà nei nostri confronti ancora disdegno ed indifferenza? Tanti punti di domanda, tante chiavi di volta.
Fin dalle prime battute di gioco saremo partecipi delle poche novità di carattere ludico. Anzitutto entreremo nel nuovo server, nominato Lambda e con “capitale” Carmina Gadelica (dalle stesse piccole fattezze delle due città viste finora). Al primo Data Drain effettuato apprenderemo inoltre la nuova abilità che renderà possibile l'estrapolare i “virus cores” da più di un nemico alla volta: Drain Art.
La trama, come detto, andrà avanti con misteri svelati e con nuovi interrogativi, con nuovi personaggi da chiamare in party (sempre formato da tre membri, Kite compreso) e con nuovi equipaggiamenti da indossare e da sfruttare per le skills che “contengono”.
Il procedimento di avanzamento del gioco (ed il sistema di combattimento) è il medesimo di Infection, con sessioni in The World intervallate da letture di mail e di topic stanziati nel BBS (il forum del MMORPG simulato). Le mail inizieranno a contenere conversazioni anche di tipo più familiare e curioso, a seconda del legame instaurato coi diversi amici.
Stesso discorso (di stasi metamorfica) vale per l'esplorazione dei dungeon e delle aree loro circostanti, con i consueti portali gialli contenenti ostilità o tesori e con nemici da abbattere al fine di immagazzinare il più alto numero di virus possibile (indispensabili per accedere alle zone protette da forzare mediante la tecnica, ormai arcinota, del Gate Hacking).
Intorno al livello trentacinquesimo la difficoltà subirà un incremento tutt'altro che graduato ed allora parecchia attenzione, adesso più di prima, dovrà essere data alla preparazione anticipatrice, con doni all'altezza per i compagni (cosicché ne aumenti l'affinità e in battaglia e al di fuori di essa), con frequenti visite e trade in città (poiché non nuoce un inventario sempre grasso di oggetti curativi) ed infine, ma non per questo in secondo piano, con il dovuto potenziamento ed il canonico level-up dei belligeranti (pena il mai amato game over).
Per quanto concerne i Ryu Books collezionati in Infection e consistenti in sorta di diari in cui vengono annoverate tutte le azioni ed i record delle varie attività del gioco, genereranno (con gioia di tutti) nuovi bonus per le personali collezioni (immagini e musiche per personalizzare il desktop e video della trama da rivedere). Per i più stoici inoltre, non mancheranno i cibi con cui infarcire ed allevare le cavalcature più strambe che mente umana abbia generato: i Grunties, una sorta di poco affascinante incrocio fra un suino ed una mucca (ma dal parlato esilarante, come il mai troppo redivivo Noble Grunty). Saranno proprio questi extra (aggiungendovi i dungeon segreti ed il solito sistema di password) ad invogliare il giocatore a continuare l'avventura (non per troppo, intendiamoci) anche una volta raggiunti, con evidente celerità, i titoli di coda (per i quali basterà una ventina d'ore, invero mai tediose).
Sul piano tecnico-stilistico non vi sono cambiamenti da elencare, e se da un lato (come detto in fase di anteprima) questo consente alla serie la sua continuità ed il suo legame tra un episodio e l'altro, dall'altro punto di vista denota una mancanza che in fase di progettazione (ovvero risalente a quasi un triennio fa) era senza ombra di dubbio evitabile. La texturizzazione approssimativa dei fondali, infatti, era decisamente migliorabile (al pari delle telecamere talvolta un po' sbarazzine).
Nel fascino emergono tuttavia i portraits di Yushiyuki Sadamoto, papà di Evangelion che ha prestato il suo nipponico tratto al progetto dotHack e a cui un sufficiente encomio è stato steso in precedenza.
La costanza della colonna sonora è anch'essa presente, con alti notevoli nei pezzi melico-pianistici e con bassi, altrettanto notevoli, nella ripetitività (difficilmente mascherata) che incorre qualora si stia troppo a curiosare all'interno dei labirinti (sia per quanto riguarda i pezzi di accompagnamento che per i vari effetti sonori). Sempre gradita, d'altro canto, la compresenza di dialoghi e in giapponese e in inglese.
Le tre principali menti che ruotano attorno al gioco (Yoshiyuki Sadamoto, Kazunori Ito e Koichi Mashimo) hanno contribuito anche al piacevole incedere della miniserie animata che, a complemento ed in annessione al videogioco, troverete nella confezione del titolo. Il secondo caso-anime, da guardare ed ascoltare con interesse nei suoi interi quarantacinque minuti circa, ha nome “In The Case of Aihara Yuki” e rappresenta per dotHack//Liminality quello che Mutation rappresenta per la serie videoludica: un gradino scalato in più.
La struttura in sé di dotHack non ha subito alcuna mutazione sconvolgente, preservando quanto di buono ed intrigante aveva il suo prequel ed al contempo mantenendo le mancanze già annotate nell'analisi del primo tassello della tetralogia di casa Bandai. La saga a volumi ambientata in The World compie col suo secondo episodio indiscutibili passi narrativi con una tangibile ed apprezzabile evoluzione dei protagonisti subalterni e non, con l'incremento del numero di compagni di viaggio e col proliferare di armi e dungeon vari (da affrontare col consueto e doveroso potenziamento dei belligeranti).
Ancora una volta il finale sarà rapido da raggiungere ed apparirà senza conclusioni, dal momento che Mutation più di un epilogo vuole essere il preludio per Quarantine. Quest'ultimo a detta dei giocatori americani e nipponici pare essere il migliore della serie, fra qualche mese vedremo di confermare o di smentire questa benevola impressione.

 

Conclusioni

.Hack Mtation, nonostante le premesse e il massiccio lancio pubblicitario si rivela un gioco deludente e con nulla o poco di originale. Dovrà fare ben altro la Bandai per cercare di tenere alta la soglia di attenzione nei rimanenti due capitoli.

Pro:                                                                                                                                  Contro:

- Immersivo e complesso                                                                                                                  - Graficamente un po’ datato

- Innovativo                                                                                                                                     - Struttura dei dungeon semplice

- Ottima gestione dei combattimenti

 

by          

ilRisolutore

 

 

Voto

 

6

 

 

ScreenShot