LISTA COMPLETA

HOMEPAGE            GAMES            PC   XBOX   PS2   NGC   PSP   DS            FORUM            LO  STAFF            PUBBLICITA'            CONTATTACI 


Sito ottimizzato per una risoluzione di 1024x728 e realizzato sfruttando il linguaggio Java scaricabile gratuitamente qui.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Casa Produttrice

 

Midway Games

 

Sviluppatore

 

Surreal Software

 

Distributore

 

Leader

 

Data di Uscita

 

Ottobre 2005

 

Lingua

 

Tutto in Italiano

 

Genere

 

Action

THE SUFFERING: TIES THAT BIND

 

Piattaforma

 

PC   XBOX   PS2

Fascia di Età

 

Dai 18 anni in su

 

N° Giocatori

 

1 Giocatore

 

Link

 

Sito Ufficiale

Midway Games

Leader

  

Hardware PC

 

I requisiti minimi sono: sistema operativo Windows 2000/XP, processore a 1,4 GHz, 256 MB di RAM, scheda video 3D con 32MB di Ram (Ati Radeon 8500, GeForce 3), scheda audio compatibile DirectX, 2 GB di spazio su HD.

 

Giochi Simili

 

The Suffering

Silent Hill 4: The Room

 

 

 

 

 

Recensione del Gioco

 

PANORAMICA

 

Torque (il nostro alter-ego), è un carcerato dalle risorse certamente non comuni, fugge verso la libertà solo per scoprire che il paradiso tanto sognato sta per diventare un vero e proprio inferno sulla Terra. Per motivi che scoprirete solo giocando, il nostro taciturno alter-ego si trova rapidamente impegnato a fuggire per le strade di Baltimore braccato da ogni genere di mostruosità pronta a farlo a pezzi, o semplicemente "intrattenerlo" con alcuni giochi "psicologici" basati sulle allucinazioni. Infatti, "The Suffering: Ties That Bind" unisce l'azione tipicamente splatter  alla componente narrativa di un film moderno, enfatizzata dal frequente doppiaggio, dai molti comprimari e da una trama ben strutturata.
Il percorso attraverso la trama è assolutamente lineare, tanto che spesso si ha l'impressione di percorrere un unico, grande, canale solo all'apparenza collocato all'interno di una città. La caratterizzazione degli ambienti comunque, è variegata e ben dettagliata sotto ogni aspetto. Il fatto di trovarsi in un tipico scenario urbano moderno, infatti, ha permesso agli sviluppatori di realizzare tutta una serie di situazioni quasi tragicomiche che vedono protagonisti altri cittadini, spesso succubi della follia nel trovarsi faccia a faccia con simili mostruosità. L'esito della nostra "interazione" con questi personaggi determina l'allineamento di Torque verso il male o il bene (o un terzo lato neutrale, nel caso non si faccia assolutamente nulla), per esempio scegliendo di aiutare una persona prossima alla morte, oppure lasciandola finire a brandelli tra le mani del mostro di turno. Tutto questo incide ovviamente,  sul finale che potremo raggiungere, donando un pizzico di rigiocabilità extra a un'esperienza che, per sua stessa natura, rimane assolutamente "scriptata".
Il gameplay è concentrato sul combattimento e sull'eliminazione sistematica del nemico in modo spesso trucolento. Ma allo stesso tempo è presente una modifica in real-time per molte "situazioni", tanto che potrà capitarvi di avere solo pochi secondi per scegliere se aiutare l'ennesimo malcapitato o proseguire per la vostra strada, senza avere reali alternative a tali scelte (a meno di ricaricare la posizione, in quanto i salvataggi sono illimitati).
I mostri, questo è bene chiarirlo, picchiano duro già dai primi livelli. Fortunatamente per contrastare i nemici Torque ha un arsenale di tutto rispetto, che, associato all'opzione "forma demoniaca" (il nostro alter-ego si può trasformare in demone nei momenti "caldi"), consente di portare il tasso di violenza a nuove vette. I frequenti colpi di scena, i continui flashback e le voci che parlano nella "testa" di Torque fanno di tutto per gelarci il sangue nelle vene, benché non si provi mai quel tipo di paura associato a titoli come Silent Hill,  ma piuttosto una serie di sussulti dovuti a un attacco improvviso, alle urla disumane o all'utilizzo di altri stratagemmi tipici della categoria. Per ultimo, è presente l'utilizzo di una doppia visuale (esterna e in soggettiva), per quanto la prima scelta risulti più adatta, per tradizione, ai giochi horror. La mira e i movimenti in prima persona, comunque, possono aiutare negli spazi angusti, magari quando si cerca il cammino da intraprendere per far avanzare la storia (non esistono veri e propri enigmi).

 

COMPARTO TECNICO

 

Sotto il profilo tecnico, non si può certo gridare al miracolo trattandosi di un prodotto nato esclusivamente per PS2 e successivamente riadattato a PC\XBOX. Ma l'ottimo uso dell'oscurità (che avvolge ogni cosa) permette di nascondere quelle imperfezioni poligonali, ma sopratutto il basso render delle texture dei personaggi.
Risultano, invece, degni di menzione sia gli effetti speciali caratterizati da ottime palette ben colorate, sia l'audio. Altra nota dolente, i controlli,  avrebbero giovato di una certa "sintetizzazione",  difatti spesso ci si trova in difficoltà nel riuscire ad avere " tutto sotto mano". L' IA invece risulta essere ben calibrata, con degli ottimi script. I bot avversari sanno ben coordinarsi fra loro, ma soprattutto sanno portare attacchi diversificati e spesso non ripetono lo stesso errore.

 

CONCLUSIONI

 

Sicuramente questo gioco gode di un'ottima sceneggiatura, infatti, consente di approfondire personaggi ed eventi in maniera molto cinematografica e coinvolgente. Va comunque ricordato, un gameplay non certo innovativo che punta le sue carte migliori sulla violenza estrema e sul ritmo spesso frenetico. The Suffering: Ties that Bind, lo consiglio solo agli amanti di horror, azione e temi forti.

Voto

 

7,5
 

Recensione realizzata da LUKE

 

 

COMMENTA, VOTA E SCARICA GRATIS  SE DISPONIBILI I TRUCCHI,  I SALVATAGGI E LA SOLUZIONE  DI THE SUFFERING: TIES THAT BIND SUL

clicca ----->   FORUM   <----- clicca

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


ZOOM

 

 

 

 

 

 


ZOOM

 

 

 

 

 

 

 


ZOOM

 

 

 

 

 

 


ZOOM

 

 

 

 

 

 

 


ZOOM

 

 

 

 

 


ZOOM

 

 

 

 

 

 


ZOOM

 

 

 

 

 

 

 


ZOOM

 

 

 

 

 

 


ZOOM

 

 

 

 

 

 

 


ZOOM